RELAZIONE PREMIO FOGAZZARO 2016 – VIII EDIZIONE

La Commissione chiamata a giudicare i lavori pervenuti alla ottava edizione del Premio Letterario Nazionale “Antonio Fogazzaro” si è riunita in Jenne, nel locale della Biblioteca sito in via Rodolfo Ciccarelli n. 5, nel pomeriggio di sabato 20 agosto. Alle ore 17, 30 – come da convocazione – risultano presenti: Gaetano Caricato, Walter Fratticci, Angela Mantella, Paolo Emilio Trastulli Appolloni Figliola; anche se assenti hanno fatto pervenire i propri giudizi don Gaetano Saccà, Piero Chiaradia e Cosma Siani. Giulio Cecili aveva comunicato in precedenza che, per motivi di salute, non avrebbe potuto far parte, quest’anno, della Giuria. I lavori si sono svolti nella tradizionale atmosfera serena di amicizia collaborativa e di obbiettiva indipendenza di giudizio. Il metodo seguito è stato – più marcatamente quest’anno - quello di far prevalere il giudizio critico da ciascun membro della Giuria espresso sui singoli lavori presi in considerazione piuttosto che l’espressione quantitativa del voto che lo compendiava. E ciò in modo da far prevalere i concetti intorno a cui discutere piuttosto che l’anonimo calcolo numerico. Confronto critico, dunque, e non meccanica contrapposizione quantitativa.
Prese in esame le opere pervenute nelle diverse Sezioni in cui il Premio per la presente edizione si è articolato e fatte oggetto, ognuna, di ampia discussone e del ragionato confronto critico di cui si è detto, la Commissione è pervenuta alle seguenti unanimi conclusioni.
Nella sezione della Poesia edita, il premio viene conferito a Michele Urrasio per il volume “Sillabe di silenzio”, edito in Lucera, sua città d’elezione, nel luglio del 2013. Esso raccoglie composizioni già pubblicate in specifiche sillogi dal 1970 al 2010 e può considerarsi una esemplare ancorchè rapida antologia dei motivi ispiratori di questa che viene considerata da alcuni decenni una delle più alte voci poetiche contemporanee espresse dal Mezzogiorno d’Italia.
La Commissione sente anche di dover ricordare, in via del tutto eccezionale, la varietà di tematiche e le buone capacità espressive di Carlo Lei ed indirizzare, nel contempo un sincero incoraggiamento al giovanissimo Mariano Ciarletta il cui linguaggio poetico, pur non mancando di qualche genuina espressione lirica, ha bisogno di maturare ancora attraverso altre esperienze significative che lo rendano meno ingenuo, più limpido ed originale nella traduzione delle immagini.
Anche per la sezione della Prosa inedita la Commissione è stata concorde nell’esprimere il suo giudizio, attribuendo il relativo premio a “La necessità del tempo” del romano Mauro Cotone, lavoro che si fa apprezzare oltre che per la scrittura sapientemente articolata, per il meccanismo intrigante e quasi onirico della narrazione.
Per quanto riguarda la sezione della Poesia inedita in vernacolo va detto che i temi delle composizioni inviate sono apparsi piuttosto scontati, anche se è fortunatamente mancato quel vieto bozzettismo che di solito prevale nel genere. E’ stato, tuttavia, facile per la Giuria individuare nella poesia nel dialetto di Jenne “‘I e revenì” di Enzo Toselli, da Anzio, la composizione più sicuramente meritevole del premio, per la presenza di una più sincera vena poetica ed intimistica che anima, andando oltre ogni possibile retorica, il profondo legame esistenziale dell’autore con il luogo natio. La Commissione ha anche notato, e sottolinea con piacere, la simpatica icasticità con cui Ofelio Eufemio Federici ha fatto uso del dialetto di Cerreto Laziale, suo paese natale e centro urbano inserito nell’area della Comunità Montana a cui la sezione del premio è specificamente rivolta. Di qui la proposta di una Menzione di merito.
Nella sezione dedicata a studi ed a scritti sulla figura o l’opera di Antonio Fogazzaro il premio per un articolo è andato - con voto unanime - a quello indicato e proposto dal Presidente: “Un piccolo mondo, antico come la nostra storia” di Daniela Cavini, pubblicato il 15 novembre 2013 sul n. 46 di SETTE, supplemento del Corriere della Sera. In esso con evidente affettuosa partecipazione tradotta in agile scrittura – e con l’aiuto di suggestive foto, opera della stessa Cavini, che è giornalista assai nota e di rilevante profilo internazionale – si descrive la casa di famiglia, Villa Fogazzaro Roi sulla sponda italiana del lago di Lugano, dove lo scrittore era solito trascorrere l’estate, e che ora, affidata al FAI, ogni sabato, da maggio ad ottobre, è aperta al pubblico su prenotazione.
Sempre con consensi unanimi ed anche in questo caso particolarmente convinti è stato conferito il premio riservato nella sezione fogazzariana ad una “Tesi di laurea”: esso è andato, si può dire con entusiasmo, all’interessante lavoro, originale ed articolato con abile capacità argomentativa, inviato da Annalisa Listino, giovane studiosa piemontese a cui si deve anche la scoperta di parte di un romanzo inedito del letterato vicentino e le cui qualità scientifiche sono state rapidamente riconosciute sul piano nazionale. Si tratta della tesi magistrale dal titolo “’Così sale Dante i cieli rapito da Beatrice’. Fogazzaro lettore di Dante”, da lei discussa nell’a.a. 2013-2014 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino.
La Commissione deve e vuole, per contro, esprimere da ultimo il proprio profondo rammarico per la totale assenza di partecipazione dei giovani studenti nella sezione a loro riservata. Per questo la medesima si ripromette di individuare quanto prima e suggerire possibili stimoli positivi al fine di ottenere una inversione di tendenza, quella del disinteresse che - nonostante i più diversi tentativi messi in atto nel tempo – si è andata purtroppo delineando negli ultimi anni come sempre più marcata e quasi irreversibile.
Conclusi i lavori con questa doverosa nota di delusione, la riunione viene sciolta alle ore 19,30. Di essa si è, quindi, redatto il presente verbale.

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GIUDIZI PREMIO FOGAZZARO 2016

POESIA EDITA (MICHELE URRASIO)

Il volume costituisce di fatto una antologia di composizioni già pubblicate tra il 1970 e il 2010 in specifiche sillogi. In esso colpisce non solo lo stile consolidato da un lungo esercizio poetico, che tocca ormai un cinquantennio, ma anche la profonda unità di timbro e di tono poetico oltre quella tematica. L’intima armonia che vi si coglie, pregevole per forza espressiva, racconta con sensibilità ed accenti dolcemente ed insieme dolorosamente elegiaci una inquietudine esistenziale che scandaglia le profondità dell’anima, una pena di vivere nella quale occupa un ruolo capitale la presenza/assenza della figura paterna. A conferma che quella di Urrasio rimane una delle voci più significative che il nostro Mezzogiorno ha donato alla poesia lirica italiana.

PROSA INEDITA (MAURO COTONE)

Il racconto risulta particolarmente interessante nello sviluppo della sua trama, intrecciata ad arte per sedurre il lettore con le sue fatali e fatalistiche cadenze con un ricorrente destino, che garantisce uno spicchio di vita ed insieme implacabilmente punisce un reiterato atto improprio. Esso si sviluppa con scrittura adeguata assai bene alla inquietudine sottile che progressivamente intende produrre nel lettore. Originale lo spunto e l’occasione narrativa che nei suoi effetti forse il titolo non rende pienamente chiari.

POESIA INEDITA IN VERNACOLO (ENZO TOSELLI)

Il tema della nostalgia per il luogo natio è qui trattato quasi con pudore, come sentimento intimo che si fa meditazione e pensiero, espresso a bassa voce e come a sé rivolto; confessione e bilancio; ideale testamento percorso da una sottile vena lirica che rende la composizione degna di aprire una piccola, regionale Spoon River.

MENZIONE POESIA INEDITA IN VERNACOLO (OFELIO EUFEMIO FEDERICI)

Per la forza icastica con cui il dialetto nativo recupera ed illustra eventi ed arcani simboli di una tradizione nella poesia L’ombra egliu colle

ARTICOLO FOGAZZARIANO (DANIELA CAVINI)

Scrittura dalle forti capacità evocative che coinvolgono il lettore per la sapiente e organica distribuzione di motivi e di immagini (anche le fotografie parlano) in grado di provocare sottili emozioni. A ciò concorre la partecipazione affettuosa ed empatica dell’Autrice, la quale ben si coglie attraverso l’abile architettura del discorso, la cui navigata stesura per rapide sintesi riesce a compendiare, con efficaci trapassi, i multiformi aspetti, tra cronaca e storia, di atmosfere, personaggi, situazioni ed ambienti. Assai efficace appare, così, la ricostruzione di un angolo poco noto dell’universo fogazzariano.

TESI DI LAUREA (ANNALISA LISTINO)

La tesi, già particolarmente interessante per il tema scelto, indubbiamente originale e nuovo, trattato per altro in modo articolato con intelligente cura ed opportunamente inserito entro orizzonti di ampio respiro, tocca nel suo svolgimento, con già matura acribia, anche numerose opere di Fogazzaro, esaminate secondo punti di vista di certo originali. Il che testimonia lodevolmente un convinto lavoro di ricerca personale: puntuale, attento ai particolari significativi, appassionato e metodologicamente capace di risultati innovativi. Agli occhi della Giuria il merito maggiore e più fecondo di questo importante lavoro sta nel fatto che esso può rappresentare un momento probabilmente cruciale di rinnovata e diversa attenzione, contenutistica e prospettica, per l’opera di Fogazzaro e la sua importanza culturale non proprio caduca.

Centro Studi Antonio Fogazzaro Jenne
via Rodolfo Ciccarelli 5 - 00020 JENNE (RM)