PREMIO FOGAZZARO — SETTIMA EDIZIONE — AGOSTO 2015
RELAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIURIA

Entro i termini stabiliti dal bando per la Edizione 2015, settima del Premio, sono pervenuti 9 lavori in prosa e 16 composizioni poetiche, numero nel complesso modesto rispetto alle attese ed alle pregresse esperienze. La Giuria si è riunita nei locali della Biblioteca — la cui gestione è attualmente affidata al Centro Studi promotore del Premio - il giorno 20 agosto per procedere alla valutazione delle opere ed alla definizione delle graduatorie e quindi dei giudizi per i lavori risultati i vincitori nelle due sezioni di Poesia e Prosa. Anche quest’anno non è giunto alcun contributo relativo alla Sezione Giovani.
I tre commissari assenti all’incontro, proff. Siani, Saccà e Chiaradia, avevano giustificato la loro impossibilità ad essere presenti ed inviato nel contempo i propri giudizi e le proprie valutazioni. I criteri operativi della Giuria sono stati quelli consueti, gia sperimentati con esito positivo nelle precedenti edizioni, anche se quest’anno si è ritenuto opportuno di esprimere la valutazione numerica in trentesimi per consentire più articolate differenziazioni del giudizio, con l’aggiunta accortezza di eliminate - per ogni singolo caso in esame - il voto più alto e quello pìù basso tra quelli ottenuti, e ciò al fine di ridurre possibili eccessive enfatizzazioni in positivo o in negativo. La riunione, iniziata alle ore 16, si é conclusa alle ore 20.
Purtroppo anche quest’anno nella Sezione Poesia si e palesata la più diffusa mediocrita, tanto che la Giuria, per una questione etica di necessaria sottolineatura della situazione, ha ritenuto di non dover utilizzare per intero la somma destinata alla specifica sezione ed ha quindi deciso di assegnare solamente due riconoscimenti di merito dell’eguale importo di € 300.
Diversa, come per altro avvenuto nelle ultime edizioni del Premio, la situazione offerta dalla Sezione della Prosa, dove un più generalizzato livello qualitativo medio-alto dei lavori presi in esame ha posto — se mai — il problema contrario, problema che la Giuria — anche qui con giudizio unanime — ha creduto giusto ed opportuno risolvere con il dividere in due l’intero importo stanziato col conferire un primo premio di € 700 ed un secondo di 300.
Alla Giuria è apparso chiaro ed evidente che da parte del Centro Studi “Antonio Fogazzaro”, promotore del Premio, si dovrà provvedere a porre in essere, quanto prima possibile, tutte quelle indispensabili modifiche anche strutturali al fine di rendere questo importante evento più incisivo e meglio rispondente alle finalità originarie, tese — come è noto - a sollecitare con serietà e vigore la crescita culturale delle potenzialità locali, provinciali e regionali, ma anche ed insieme a far meglio e più compiutamente emergere e riconoscere i contributi che alla cultura vengono (e talora ingiustamente restano poco noti o trascurati) dal più ampio e articolato bacino nazionale. Modifiche, integrazioni, innovazioni tutte che hanno e devono avere come unico scopo quello di far conoscere e/o ricordare il nome di Jenne e di Fogazzaro nella loro individua specificità e se possibile — tanto più e meglio — nel legame profondo che per certi aspetti li ha resi e li rende un binomio inscindibile.

Jenne, sabato 29 agosto 2015

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GIUDIZI PREMIO FOGAZZARO 2015

PROSA 

1° premio

IL MONACO DI JENNE di Roberto Celentano (Lido di Ostia)

Con scrittura fluida e corrente, anche se di tono dotto, che intreccia abilmente cronaca storica ed invenzione, l’autore ricostruisce — qua e là con garbata ironia allusiva — una presunta e cruda storia gotica accaduta a Jenna nel secolo XV°. Il filo narrativo, nonstante qualche prolissità, suscita sincero interesse, anche per la disinvolta manipolazione che fa pensare ad una qualche consuetudine professionale. Nella valutazione di merito non c’é ombra di municipalismo.


2° premio

AI MARGINI DELLA STORIA di Paolo Borsoni (Ancona)
La prosa si sviluppa con piacevole scorrevolezza di scrittura che restituisce vivi e veri i paesaggi naturali entro cui si svolge l’episodio ed insieme rende interessante l’oggetto primario del racconto, marcatamente storico. L’evento a cui si riferisce é veramente singolare (una giovanissima donna italiana sepolta in un cimitero di soldati stranieri) ed era stato già proposto in una precedente partecipazione al Premio Fogazzaro del 2012, ma qui è rivisto con più agile e convincente struttura e scrittura di atmosfere.

POESIA

RICORDI LONTANI di Angela Camilli (Jenne)
Lo stile prosastico e discorsivo trova il proprio intimo motivo e l’adeguato sostegno poetico nella sincera vena sentimentale che attraversa con segno omogeneo e rende originali nella loro amorosa sequenza i fotogrammi-ricordo, spogliandoli da quella legittima patina del già comunemente vissuto.

LA BIBLIOTECA INFINITA di Francesca Di Castro (Roma)

La felice immediatezza di alcune immagini e la marcata musicalità della composizione — significativa appare la poco ricorrente scelta del verso novenario — si sposano quasi naturalmente col motivo ispiratore, non comune nè banale, che si radica nella personale esperienza esistenziale dell’autrice rivelandone bene la singolare fisionomia interiore.



Centro Studi Antonio Fogazzaro Jenne
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