Giudizi della giuria

POESIA

La casa diruta

“Evidente risulta nell’A. una naturale virtù compositiva, con cui  raggiunge – anche in virtù della parola, scelta ed assunta nella sua più genuina significanza – l’efficacia descrittiva di conclusi acquerelli complementari, quali si rivelano di fatto le quartine in cui la poesia si articola. Esse si susseguono come immagini da sovrapporre l’una all’altra in quanto originali scomposizioni iconografiche di una unitaria rappresentazione “omnisensoriale”, il cui agglutinante denominatore è il trasparente sentimento di partecipazione interiore che obbiettiva, spersonalizzandolo, quel sottile “fil rouge” della nostalgia con la quale l’uomo definitivamente si lega nel ricordo alla natura ed alle cose”

Innocenza

“All’andamento epigrafico delle terzine corrisponde l’essenzialità della parola, capace di esprimere in modo adeguato una genuina tensione interiore, innervata, quando non rafforzata a tratti, da ombreggiature retoriche naturalmente riconducenti a quella poesia gnomica  cui la composizione può giustamente avvicinarsi per l’intento etico-educativo sotteso,  che sembra ravvivarla, nobilitandola”

Notturno di fede

“Il motivo culturale e concettuale non sempre si scioglie compiutamente in quel ripiegamento interiore che, dissolvendo ogni grumo, si fa creazione poetica; ma il senso del ritmo con cui il periodare teatralmente si snoda riesce a tradurre le vibrazioni emotive che innalzano l’occasionale esperienza personale ad emblematica comune condizione umana”

 

NARRATIVA GIOVANI

Un paese vuol dire non essere solo

“La prosa racconta con affettuoso e giovanile abbandono di Gerano, il paese dell’A., delle sue bellezze naturali ed ambientali, della sua gente e delle genuine qualità morali di questa, simboleggiate nella serenità sempre luminosa della nonna. Freschezza di ispirazione e semplicità di dettato, buone attitudini a comporre rapidamente situazioni ed immagini, fanno sì che lo scritto risulti un piccolo, garbato affresco, sviluppato per apprezzabili sintesi, venate da impasti di coerente partecipazione etica, mai tuttavia sovrastante”

Una stella indimenticabile

“Il testo narra di Alessandra, giovane studentessa liceale, costretta, un anno, a trascorrere le lunghe vacanze estive presso la nonna che vive in un paesino dei Monti Simbruini “noto per i suoi presepi viventi”; e descrive la lenta evoluzione positiva dei suoi stati d’animo, dall’amaro rifiuto preconcetto nei confronti del nuovo ambiente, alimentato dalla personale situazione sentimentale (la lontananza da Filippo), fino ad un graduale convinto apprezzamento - se non proprio innamoramento - dei luoghi, delle viventi tradizioni e della gente (conseguente ad una loro migliore conoscenza) conquistato soprattutto grazie a Paolo, il ragazzo della chitarra incontrato di sfuggita al suo primo arrivo in paese, che diviene l’indispensabile mentore prezioso ed il nuovo oggetto di un giovanile sentimento d’amore, la cui sorte viene affidata alle stelle cadenti la notte di San Lorenzo. Scritto con semplicità di dettato, forse giovanilmente e qua e là un po’ scolasticamente sovrabbondante ed analitico, il racconto rivela sensibilità e femminile inclinazione introspettiva, tali che attraggono con schietta simpatia il lettore rendendogli indubbiamente gradevole la lettura”

Sono un ragazzo

“Il lungo elaborato racconta con abbondanza di scrittura e qualche scolastico appesantimento i propri interessi, le proprie attese ed aspettative future, legate alle aspirazioni di giovane studente diciassettenne che vive in un angusto paese eppure è e si sente cittadino del villaggio globale; naturalmente condivide tutto ciò con i giovani della sua generazione; con essi si incontra e discute speranze, delusioni e disinganni comuni a cui spesso li inducono i tempi presenti e gli uomini che li incarnano. L’A. ci offre così, con nascente spirito critico non privo, tuttavia, di alcune giovanili rigidità e chiusure, in linea del resto con convincimenti diffusi per lo più automaticamente accolti, uno spaccato assai interessante dell’odierno vissuto dell’età giovanile e del suo mondo interiore, così come di una diversa insoddisfazione latente, di un sottilmente intuìto conflitto personale tra valori assunti ed espressi e quelli  più intimamente ed idealmente  presentiti”

 

NARRATIVA ADULTI

Sopra il cielo del Darfur

“Lo scritto risulta essere un vero e proprio reportage, piuttosto ampio e qua e là insistito nelle argomentazioni, sviluppato con linguaggio senza lenocini, quasi capitolo di un più ampio resoconto professionale di esperienze personali conseguenti a scelte di vita di cui si animano le pagine, volte a raccontare senza interventi di fantasia o suggestioni non verificate, ma con onesto realismo intimamente partecipato, la situazione ambientale ed esistenziale di un lontano e per lo più da tutti dimenticato angolo di mondo. La posizione morale dell’A., che non sfocia mai nel facile moralismo, ma denuncia una situazione di cui non si deve eticamente tacere, fa dello scritto una testimonianza a suo modo esemplare, sovente anche sul piano puramente narrativo”

 

Back to life

“Entro una originale costruzione scenica, di derivazione e sapore filmico o teatrale, l’autore narra, con freddezza in qualche momento da addetto ai lavori e con linguaggio talora anche crudo, in cinque quadri conseguenti, l’esperienza tutta umana e più specificamente contemporanea del passaggio dalla morte di un individuo alla sanità di chi ne utilizza gli organi ancora in grado di garantirne (o migliorarne e prolungarne) la vita. Emblematica situazione della provvidenziale funzione che la scienza moderna assume e sempre più diffusamente offre. Con asciuttezza di scrittura e la sottile drammaticità dell’assunto l’A. prende facilmente chi legge e sa coinvolgerlo emotivamente, rivelando evidenti capacità narrative, nonostante qua e là emerga qualche compiacimento intellettualistico di troppo”

Sono nata in Villa

“In effetti lo scritto è un continuo intersecarsi di momenti che richiamano il personale  passato ed il vissuto in atto, il presente in cui lievita il futuro, come accade nella storia di ognuno. Ma tuttavia sempre in modo originale e consapevole. Qui, per altro, la sensibilità narrativa, la capacità di introspezione e taluni stacchi repentini o scarti tra ricostruzione ed osservazione da un lato e, dall’altro, nello sviluppo stesso delle fasi in cui si concreta la tessitura, sovente intrecciata con la tecnica del flash back – rendono assai interessante ed accattivante la lettura, che si giova anche di obbiettiva vivacità discorsiva del testo per costante spontaneità di atteggiamento non solo mentale”




Centro Studi Antonio Fogazzaro Jenne
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